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Festival della Malvasia 2016: il gusto raffinato del Mediterraneo

La Malvasia, vitigno di antica storia, comincia a lasciare tracce dal 1300, tra Rovigno, Parenzo, Cittanova fino ad arrivare in Friuli Venezia Giulia, in particolare sul Carso triestino e goriziano.

È un vitigno che ben si adatta ai vari terreni, ma ha trovato la sua massima espressione in Istria, laddove è giustamente sostenuto e valorizzato attraverso importanti eventi come il Festival della Malvasia – Gusto raffinato del Mediterraneo- che anche quest’anno si è svolto a Portorose (Slovenia), il 13 e 14 marzo, con grande successo di pubblico.  
 
La manifestazione si è aperta domenica con il saluto di Peter  Bossman, sindaco di Pirano, il quale ha sottolineato  l’importanza di far conoscere al mondo intero la Malvasia istriana, quale ottimo prodotto che”… Nasce  dal rispetto e dall’amore per la propria terra, da preservare come patrimonio culturale”…  Appassionato l’intervento di Ingrid Mahnic, Presidentessa dell’Associazione Viticoltori dell’Istria Slovena che quest’anno festeggia il suo 20° anno di vita, nonché del Comitato organizzativo che, con grande entusiasmo, promuove attività attraverso le quali i produttori di Malvasia possano farsi conoscere oltre confine, accogliere visitatori nelle loro cantine, stringere nuovi rapporti di amicizia e, perché no, anche  di affari.

Livio Jakomin, Console dell’Ordine dell’Istria Slovena e del Carso-Associazione dell’Ordine dei cavalieri del Vino della Slovenia, ha dedicato un’ode alla Malvasia. Accorato il saluto di Nika Breznikar, Regina del vino dell’Istria Slovena 2016, che si è impegnata a essere la portavoce dei viticoltori promuovendo anche la cultura del bere soprattutto tra i giovani. Ivan Persolja, Presidente dell’Associazione per lo sviluppo della cultura del bere sommelier Slovenia, ha rilevato l’intenso rapporto di collaborazione dei sommelier con i produttori, che porta ottimi risultati nel panorama enogastronomico. Si è quindi proceduto alla premiazione delle Malvasie giunte in finale al concorso Selezione Sommelier della Slovenia 2016. Tra i numerosi campioni di Malvasie fresche, Malvasie mature, Malvasie con residuo zuccherino, Malvasie spumantizzate e Malvasie macerate si sono aggiudicate il riconoscimento: Terzolo Malvasia 2015 –Robi e Dorjano Korenika Malvasia 2013-Kmetija Cigoj Jordan Malvasia 2012 – Z.P.O. Vini Zigante Pjenusac vero blanc 2013- Rodica Malvasia nature 2006.

I viticoltori presenti provenivano da zone distinte ma confinanti tra loro. A rappresentare l’Istria Slovena c’erano: Matjaz Cok-Vladimir Razman- Marinko Rodica- Andrej Cep- Boris Bordon- Damijan Jogan- Uros Rojac-Guido e Ingrid Mahnic- Dean Markezic-Laura Bordon (Montis & Eko)- ValterPucer -Ludvik Nazarij Glavina (Santomas)-  Valter Slavec – Vini Koper – Franko Markovic- Tilen Praprotnik (Steras)- David Rupnik- Igor Cerne- Igor Hrescak- Matej Kralj- Bostjan Rakar- Robi e Dorjano Korenika . Per il Carso erano presenti: Adam Simoneta (Cantina Cotova)- Marko Bencina- Dusan Rebula- Igor Sanabor-Primoz e Tadej Stoka – Edvin Sirca. Per il Collio – Brda Uros Jakoncic-.Per la Valle del Vipacco: Agroind Vipava- Jordan Cigoj- Davorin e Mitja Colja. Presente anche l’Istria croata con : Valmi Coslovich- Ivan Damjan-  Moreno Degrassi- Franco Deskovic – Marko Fakin – Vini Fiore- Damir Mihelic- Klaudio Tomaz – Ravalico- Terzolo- Vini Frankovic- Vini Poletti- Vini P&P – Vini Sirotic- Vini Zigante Z.P.O- Vini Zigante D.O.O.- Vinistra- . L’Italia era presente con le aziende Draga -  Parovel, -  Ca’ De Medici – Fondazione Villa Russiz- Guerra Albano Wines. Oltre che piacevole è stata formativa la degustazione di tutte le Malvasie che gorgogliando nei calici si mostravano in tutta la brillantezza dei colori, inebriando con i profumi che riportavano il degustatore ai territori di provenienza.

Protagoniste le Malvasie del 2015 per le quali si può affermare che il Festival costituisca un’Anteprima. Aromatiche, con riflessi verdognoli, alcune più sapide, altre con un’acidità più spiccata, ancora  giovani ma già con una decisa personalità  che le serberà per qualche anno. Interessante il confronto con annate precedenti come il 2014, annus horrbilis da ricordare o dimenticare per la grande quantità di pioggia mandata dal cielo… Eppure molte Malvasie hanno resistito, migliorando col passare dei mesi.   Interessanti gli esempi di longevità di Malvasie più mature, che con l’ausilio delle botti si rivelano di grande struttura. Un discorso a parte per gli spumanti, con più o meno residuo zuccherino, alcuni Metodo Classico, altri Metodo Charmat, con bollicine che nulla hanno da invidiare a spumanti blasonati. Ancora in cerca di definizione per tecnologie e disciplinari, gli orange wine, le Malvasie macerate che , con il caldo color ambra e le particolari caratteristiche  organolettiche, stanno attraendo  e conquistando molti enoappassionati.
 


Incuriosenti i laboratori di approfondimento tra i quali è da menzionare quello guidato dalla sommelier/giornalista Liliana Savioli che ha avuto l’insolita  idea di far degustare alcuni vini non coprendo le bottiglie ma bendando i partecipanti allo scopo di scoprire nuove sensazioni quasi estraniandosi dal resto del mondo. Così è stato quando una a una sono state versate sei diverse Malvasie: Vina Markovic 2015-Avangard P.T.O.Tomaz 2015 –Acacia Rodica 2014-Damjanic Vina 2013-Cigoj 2012-Metodo Charmat Dolce Bruno Pitars. La concentrazione sui profumi e sui sapori ha fatto emergere particolari che in una degustazione classica forse si perdono tra le parole… Pareri a volte discordanti su tipologia e zona di produzione, ma il confronto è stato di sicuro arricchimento per tutti.
 


Altro laboratorio coinvolgente è stato quello guidato dall’enologo e sommelier Tilen Praprotnik, durante il quale gli intervenuti hanno degustato e votato le Malvasie premiate al concorso, stilando una classifica che non coincideva perfettamente con quella della giuria ufficiale. De gustibus… Temi più tecnici sono stati affrontati durante la tavola rotonda sul tema “Tradizione e futuro”, durante la quale i viticoltori hanno fatto un exscursus storico sui metodi di vinificazione della tradizione, che alcuni ancora praticano. Il suggerimento è di utilizzare almeno in parte tecniche che evitino una repentina ossidazione dei vini. È stato affrontato anche l’argomento Orange Wine/vini macerati, per i quali urgono l’inserimento nei libri di enologia e un disciplinare.

A conclusione dei lavori di gruppo si è svolto un allegro incontro con una delegazione di studenti dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, in viaggio di studio, introdotti da Tatjana Butul, coordinatrice Slow Food per l’Istria. Sono state presentate le varie materie di studio dell’Università, gli scopi e gli obiettivi di Slow Food tra cui quello di creare una rete  quanto più radicata possibile in tutto il mondo.

Entusiastiche sono state le reazioni di giovani e non... Dunque un bilancio più che positivo quello del Festival della Malvasia 2016. I viticoltori hanno dato il meglio di sé nel rapporto col pubblico, raccontando le proprie storie, le proprie vocazioni, l’amore per la loro Terra, guardando verso il futuro con ottimismo ma nella consapevolezza di dover sempre lavorare con grande impegno. Impeccabile l’organizzazione con un lavoro di gruppo ben coordinato.

Portorose, città delle rose, è la cornice ideale insieme all’intero, incantevole paesaggio dei dintorni. Natura ancora incontaminata, un considerevole patrimonio storico- culturale, cibo squisito e buoni vini sono ottimi motivi per scegliere l’Istria quale meta per riconciliarsi con la vita...

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