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Pinot: Degustazione da "favola" con AIS Puglia

La Delegazione AIS di Bari ha organizzato un evento intitolato "La Storia di Pinòt", nel quale la storia del vitigno si è intrecciata con la celebre favola di 'Pinocchio'.




E' stata la brava Sommelier Teresa Garofalo la relatrice della serata, documentando il tutto con una serie di immagini ispirate alle avventure della favola di Collodi.



Il nostro Direttore Davide Gangi, presente alla manifestazione, è rimasto molto colpito da questo riuscito tentativo di cercare simpatiche analogie tra il mondo del vino e  quello più giocoso delle favole con l’intento di raggiungere una platea più vasta rispetto alla solita degli addetti ai lavori.


Il Pinot, definito dai più il vitigno della metamorfosi, è stato il protagonista di questa degustazione.

Come Pinocchio che, da semplice pezzo di legno diventa burattino, viene poi trasformato in un bambino dapprima ubbidiente, poi discolo e bugiardo, infine di nuovo buono e amorevole, così anche il vitigno ha subito nel tempo diverse 'trasformazioni' genetiche, dalle quali sono nati il Pinot Grigio, il Pinot Bianco ed il Pinot Meunier.


Il Pinot Grigio in Italia trova la sua più importante vocazione nel Veneto, in Friuli Venezia Giulia e in Alto Adige, vinificato in bianco o a contatto con le bucce, assumendo il suo caratteristico colore ramato.

Il Pinot Bianco è un vitigno soppiantato dallo Chardonnay, diffuso in Germania, in Italia, in Australia e negli Stati Uniti.

Il Pinot Meunier è una mutazione del Pinot Nero ed è un vitigno ancora misterioso, presente esclusivamente in Francia.

Il primo vino ad essere servito è stato uno Champagne, il "Brut Bertrand-Delespierre", apprezzato  per il suo perlage fine  e “preciso” che al naso sprigiona note di mela cotogna, lieviti delicati e mai invadenti. In bocca è evidente l’acidità, ben equilibrato.

In rappresentanza del Pinot Bianco è stato servito il "Valle Isarco Eisacktaler Kellerei" dal colore verdolino, fin dalla mescita si presenta già molto consistente. All’olfatto si presenta elegante, sfoderando sentori di frutta bianca, note minerali , fragrante. In bocca è sapido e fresco lasciando un finale quasi ammandorlato.

In seguito è stato servito il "Pinot Grigio della Fondazione Villa Russiz" il quale ha 'regalato' sentori di frutti bianchi maturi ed una spiccata sapidità.

A seguire è stata la volta di tre tipologie di Pinot Nero.

"Pinot Nero Oltrepò Pavese Costa del Nero 2012", di colore rubino e poco trasparente con sentori di mora, accenni di eucalipto, con note speziate dolci, prugna e lampone. Al palato è morbido e vellutato lasciando una freschezza finale.

"Pinot Nero Montigl Riserva" di colore granato e trasparente, al naso si avvertono note evolutive, spezie che ricordano  pepe nero e noce moscata, sentori quasi vegetali. Al palato si presenta fresco, con tannini che il tempo ha saputo ammorbidire. Lascia un finale pseudoalcolico e balsamico.

Ha concluso la degustazione il "Bourgogne Pinot Fin",  con sentori che si avvicinano al “terziario”  inebriando l’olfatto con note speziate, balsamiche, tostate. In bocca è morbido, fresco, pseudoalcolico, lasciando un finale quasi amaricante.


Una serata davvero interessante, che vorremmo fosse riproposta anche in futuro e vorremmo suggerire agli amici dell’Associazione Italiana Sommelier di continuare in questo “fantastico” percorso intrapreso per poter avvicinare sempre più adepti a questa realtà.
Ultima modifica ilMartedì, 15 Marzo 2016 09:24

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