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Il Consorzio Puglia Best Wine presenta le proprie eccellenze all’Hotel Rome Cavalieri

L’eccellenza e la tipicità del Salento sono racchiuse all’interno del Consorzio Puglia Best Wine. La Fondazione Italiana Sommelier ha ospitato presso la sede dell’Hotel Rome Cavalieri l’unicità dei vini prodotti in Puglia.

Il Consorzio è composto da aziende pugliesi, che hanno deciso di unirsi con l’intento di promuovere e divulgare i vini e i vigneti autoctoni  fuori dai confini della regione. Negli ultimi quattro anni il giro d’affari verso i mercati esteri è quintuplicato, mentre, grazie all’aumento del turismo anche il volume economico interno  ha ottenuto un ottimo innalzamento.  La viticoltura pugliese è in pieno fermento e questo rappresenta solo l’inizio dell’obiettivo di crescita prestabilito dai membri del Consorzio.

Il Negroamaro, il Primitivo di Manduria e il Susumaniello sono i vigneti che hanno determinato il successo della Puglia rendendola riconoscibile fuori dal proprio territorio. Le aziende che costituiscono il Consorzio utilizzano questi vigneti, lavorandoli con tecniche di produzione e affinamento differenti, per ottenere come risultato finale un prodotto eccellente.

La passione per il vino e per la propria terra è il collante che unisce queste aziende in uno stile e in un linguaggio di impresa coerente con i valori del territorio e della propria cultura. Alla guida del Consorzio Puglia Best Wine c’è Luigi Rubino, stimato giovane imprenditore di Brindisi, che ha preso l’iniziativa ed ha chiamato a raccolta figure storiche del mondo produttivo del Salento, titolari di aziende importanti, di marchi riconosciuti e apprezzati, impegnati a rappresentare il meglio dell’enologia pugliese nel mondo.

Le sette aziende del Consorzio sono:  Agricole Vallone, Candido, Conti Zecca, Tenute Rubino, Leone de Castris, Cupertinum e Produttori dei vini di Manduria.

Il viaggio sensoriale tra i vini proposti in degustazione è stato guidato dal Professore della FIS, Paolo Lauciani, coadiuvato dal Presidente del Consorzio, Luigi Rubino.

Nella splendida sala della “Terrazza Monte Mario” i quattordici vini, due per ogni azienda presente, sono stati i protagonisti indiscussi di un’emozione lunga più di un sorso.

L’azienda agricola Vallone, fondata nel lontano 1934, ha presentato: Vigna Flaminio Dop Brindisi Riserva 2008, vino ottenuto da Negroamaro per 80% e Montepulciano per il 20%, Vigna Castello Salento Igp 2010, composto per il 70% da Negroamaro e per la restante parte da Susumaniello. Da sette anni l’enologo dell’azienda è Graziana Grassini, prima del suo arrivo a ricoprire questo ruolo c’è stato per oltre trent’anni Severino Garofano.

Il primo vino si presenta con una buona trasparenza e un colore che vira verso il rosso granato. La scelta di utilizzare nel blend una percentuale di Montepulciano conferisce al naso delle note selvatiche, con profumi affumicati che sul finale aprono verso dei sentori balsamici. Al gusto risulta equilibrato e avvolgente chiudendo su una nota di liquirizia. Il Vigna Castello, chiamato così in onore del castello quattrocentesco che domina sulla vigna, è di colore rosso rubino intenso. Al naso risulta più fresco del precedente, ma meno largo, tanta frutta fresca dalle fragoline ai ribes, fiori e spezie unite sempre verso un’idea di affumicato.

Il 1929 segna l’inizio della storia enologica dell’azienda Candido situata nel cuore di San Donaci a Brindisi, i due vini proposti in degustazione sono: Cappello di Prete Salento Rosso Igt, Negroamaro in purezza, Duca D’Aragona 2008 Salento Rosso Igt, Negroamaro 80% e Montepulciano per 20%. Il primo vino rispecchia la tipicità propria del Negroamaro, al naso apre su note speziate di cannella, sentori floreali di viola, con un sottofondo ematico, conferendo al palato note fruttate tipiche della frutta sotto spirito. Il vino compie sei mesi in barrique per maturare e affinarsi al meglio. Il secondo vino ha un colore più fitto e concentrato. Al naso si avverte un bilanciamento tra la frutta e le spezie, nonostante sia più vecchio del primo è meno evoluto. Al gusto possiede una maggiore verve acida, il tannino è molto spinto, ma cammina verso l’equilibrio. Questo vino compie un anno in barrique.

L’azienda Conti Zecca ha fatto dei suoi vini rossi il proprio punto di forza ultimamente, ha realizzato un ottimo vino rosso da un vitigno insolito per la Puglia, l’Aglianico.

Antonio Romano, enologo e direttore della cantina ha presentato i due prodotti in degustazione: il Primitivo del Salento 2012 e il Negroamaro 2011. Entrambi i vini racchiudono la tipicità del Salento il primo ha un naso accattivante con profumi che ondeggiano dalla vaniglia fino a racchiudere note evidenti di pepe nero, i sentori di frutta virano verso le fragoline.  Il secondo ha un naso più complesso e un tannino più elegante e delicato.

Quasi al centro della penisola salentina, a metà strada fra il mare Ionio e l’Adriatico, si estende il territorio di Copertino, luogo dove sorge l’Azienda Cupertinum, una buona realtà cooperativa  che unisce oltre 350 vignaioli con l’obiettivo comune di esportare la propria eccellenza.  Il primo vino in degustazione era il Primitivo Salento Igp 2011.

Al naso le sue note rievocano i sentori di cioccolato, erbe aromatiche, frutta matura, rosmarino e macchia mediterranea. L’esame gustativo evidenzia un’acidità e sapidità spinta verso un forte dinamismo.  Da uve Negroamaro, con minime aggiunte di Malvasia nera e Montepulciano nasce il Copertino Dop Salento Riserva 2007. Un vino rosso rubino con riflessi granati. Il profumo è intenso, ampio, ricco ed etereo con sentori di mora, prugna e macchia mediterranea. Al gusto presenta toni evoluti e complessi, con ricordi di mandorla per un finale abbastanza persistente.

L’Azienda Leone De Castris è nata nel 1665, ed oggi è nel suo pieno momento evolutivo, puntando per i prossimi anni su progetti innovativi.  Il Villa Santera Primitivo di Manduria Doc Rosso 2012 ha un colore rubino perfetto, tendente verso un ricordo violaceo. Al naso è davvero accattivante con un intenso profumo di rosa selvatica, possedendo una “muscolarità”  gentile.

Al gusto riesce a ottenere un equilibrio tra la freschezza e la sapidità, resta complessivamente sei mesi in legno.  Il secondo vino proposto dall’azienda è il Donna Lisa 2010 Salice Salentino, ottenuto per il 90% da Negroamaro e per la restante parte da Malvasia nera.  Questo vino è la fusione perfetta tra i profumi di fiori, frutti e spezie, con una predominanza dei Frutti di bosco. Sono evidenti le note tostate di cacao, tabacco da pipa, sul finale emerge una nota balsamica.  Questo prodotto  ha una valigia piena di elementi ancora scomposti, dal tannino alla struttura, senza alcun cenno amaro. Il vino compie un anno di affinamento in botte piccola.

Il presidente del Consorzio, Luigi Rubino, è il titolare dell’omonima azienda, Tenute Rubino, la quale coltiva nelle proprie vigne il Susamaniello (ossia “somarello nero”), vigneto autoctono la cui uva ha un colore scuro mentre la pianta riesce ad accogliere, in giovane età, un numero elevato di grappoli. I vini in degustazione erano il: Visellio  Igt Salento 2011, un Primitivo in purezza, con un tasso alcolico pari a 15°. Il vino ha un’ottima morbidezza, possiede un aspetto vibrante e il suo tannino è molto elegante. Prima di giungere sul mercato questo vino compie un affinamento in bottiglia lungo un anno.  Il Torre Testa è un Susumaniello 100% con un colore compatto e brillante. Al naso presenta  un forte profumo di violetta e fiori di campo, la nota di tostatura dolce rievoca il cacao e col tempo il profumo balsamico cede il posto a un sentore salmastro molto spiccato. La struttura di questo vino  è sostenuta dalla sapidità la sua maturazione avviene in barrique francesi ed infine si concede l’affinamento in bottiglia per un anno.

L’ultima azienda che ha presentato i propri vini è la cantina Produttori Vini Manduria che dal 1932 raccoglie i viticoltori di Manduria.

I vini rappresentano nel nome un tributo alla musica il primo è Sonetto, Primitivo di Manduria Dop Riserva 2010. Al naso questo vino presenta una nota di frutta matura dolce molto piacevole, amarena in prevalenza, e la sensazione minerale vira verso profumi di cenere e graffite.

Al gusto è fine e molto delicato, sul finale la nota balsamica resta in evidenza.  L’ultima degustazione ha proposto un vino dolce: Madrigale, Primitivo di Manduria Docg Dolce Naturale 2011. Al naso raccoglie sentori di frutta in gelatina, la nota floreale apre su profumi di acqua di rose e fiori macerati, cioccolato dolce, erbe da amaro, timo essiccato, genziana, liquirizia e menta.  Al gusto regala un buon equilibrio e un tannino delicato.

Questo splendido viaggio sensoriale tra le tipicità vitivinicole pugliesi ha permesso di conoscere e apprezzare un territorio in forte ascesa e di constatare come la passione e la serietà di molte aziende, operanti nel settore, riescono a rendere grande e riconoscibile il nome della Puglia nel mondo.

Ultima modifica ilVenerdì, 20 Giugno 2014 08:41

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