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Gianfranco Vissani premia e bacchetta

Prima edizione del Premio Oscar della Qualità, la manifestazione tenutasi domenica 16 marzo a San Giovanni Rotondo (Foggia, Puglia) che ha voluto premiare le eccellenze gastronomiche della Capitanata.

La Capitanata corrisponde all’antica Daunia, l’attuale provincia di Foggia, forse meno rinomata della Terra di Bari e  della Terra d’Otranto (Salento) ma sicuramente importante per l’economia e l’attrazione turistica e gastronomica della Regione Puglia.

Mare, colline, montagna e lago per panorami sorprendenti e la Piana del Tavoliere - la zona più fertile,  considerata il granaio d’Italia con i suoi 4 milioni di quintali prodotti nel 2013 - che si distende tra il subappennino dauno  e da sud-ovest a nord traccia i confini regionali con Basilicata, Campania e Molise, il Gargano ed il Mar Adriatico, da nord-est a sud-est  e l’altopiano delle Murge, che conduce a sud della regione Puglia.

Prodotti della Terra e del Mare e grandi Chef che ne  sanno dare il giusto risalto, rappresentano  l’essenza della Capitanata e sono stati i protagonisti nella serata organizzata dall’Accademia Italiana del Gusto, dall’Associazione Amici della Buona Tavola e dall’Ente per la Promozione dei Prodotti Tipici Italiani, con la collaborazione delle Pro Loco del Gargano e della Banca di Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo, ed il patrocinio del Gal del Gargano, del Comune di San Giovanni Rotondo e della Regione Puglia, organizzata  presso L’Hotel Corona di San Giovanni Rotondo.

Prosciutto di Maiale nero di Faeto, Tartufo del Molise, Caciocavallo Podolico del Gargano, Bufaline Sipontine, Burrate del Gargano, Pane di San Marco in Lamis e Cassata Artigianale di Manfredonia, Capocollo di Martina Franca, Focaccia barese,  sono stati gli ingredienti dei piatti preparati per il ricco buffet del Dinner Live Show che si è tenuto a conclusione della cerimonia di premiazione.

Accompagnati dalle musiche popolari dei Cantori di Carpino, i piatti sono stati presentati dagli chef Nazario Biscotti e Lucia Schiavone de Le Antiche Sere di Lesina, Gegè Mangano de Li Jalantuumene di Monte Sant’Angelo, Rosario Di Donna dell’Hosteria U’ Vulesc di Cerignola,  Leonardo Vescera  del Ristorante Il Capriccio di Vieste, tutti fieri sostenitori delle tradizioni della Puglia foggiana.

Doverosa menzione merita anche una giovanissima promessa della ristorazione pugliese, Salvatore Pacifico, che esce dalla scuola del compianto Frank Rizzuti e dal quale ci aspettiamo belle soddisfazioni.

Le aziende vinicole premiate della Daunia  sono state, Alberto Longo Vini, Azienda Enotria Vini, Azienda vinicola La Marchesa, Azienda Vinicola Re Dauno, Valentina Passalacqua Vini, Vini Consorzio Nero di Troia (Casaltrinità).


A Sandro Romano, console AIGS e giornalista gastronomico, impegnato nell’attività di promozione del territorio unitamente  a Gianfranco Vissani, noto chef e padrino della serata, il compito di premiare gli chef e le aziende selezionate, che si sono distinte nel portare in giro per il mondo il nome e la qualità dei prodotti della Capitanata.

Dispiace dover sottolineare che Gianfranco Vissani, oltre ai premi,  ha dispensato molte battute pungenti, che volevano avere  il “sapore” di  consigli ma celavano invece una sorta di risentimento verso la terra di Puglia, dopo il risultato fallimentare ottenuto dall’Antica Masseria dell’ Alta Murgia,  da lui stesso diretta, attribuendo la responsabilità  al governo regionale.

Ne “aveva” per tutti i premiati!

E pensare che esordisce nel migliore dei modi  dicendo “dobbiamo imparare a credere nella nostra terra e a valorizzarla, altrimenti non saremo mai calcolati in tutto quello che facciamo”.

Un concetto, questo  che tanti produttori hanno imparato a considerare di fondamentale importanza, che hanno assorbito e che stanno applicando più che bene da un po’ di tempo a questa parte, in Capitanata così come nel resto della Puglia, perché il tessuto imprenditoriale pugliese è formato da poche grandi realtà e soprattutto da tantissime imprese di piccole e medie dimensioni, disposte al sacrificio dei loro capitali, spesso senza aiuti o  finanziamenti di alcuno.

Ci vuole  davvero poco per far fare loro  il salto di qualità, quindi  più che “schernire”, caro Vissani, ci sarebbe da riconoscerle ed apprezzarle, prenderle per mano, valorizzarle ed accompagnarle nei loro piccoli ma continui progressi…

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