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Da Luca Maroni alla scoperta dei bianchi d’Orvieto

Divertito, degustando vini di qualità. Non avevo mai partecipato ad uno degli eventi organizzati da Luca Maroni. Serata sicuramente piacevole.

Non voglio soffermarmi sulla classifica degli opinabili “migliori vini d’Italia”, ma sulla personale soddisfazione di aver conosciuto nuovi personaggi e realtà aziendali che mi hanno piacevolmente sorpreso.

Santo Spirito in Sassia, diverse le regioni d’Italia presenti con alcune cantine, l’Angolo della Grappa, Biobar  Casale Baldetti e il Wine Bar con un’ulteriore selezione di vini.

Ho fatto nuove scoperte: Società Agricola Nativ di Paternopoli che mi ha proposto un’etichetta davvero interessante, “25 Rare”, un blended di Greco di Tufo e Fiano di Avellino, dall’ampio ventaglio aromatico e con un’ottima spalla acida. Già conscio della Golden Age dell’Abruzzo vitivinicolo, ho avuto una reiterata conferma del valore qualitativo dell’uva Montepulciano: di rilievo le proposte dell’ Azienda Agricola Terzini di Tocco da Casauria.

La mia attenzione si è poi  focalizzata su una regione in particolare, l’Umbria. “Approfittando” del presidio “ Il Palazzo del Gusto ”, centro di comunicazione, volto alla promozione del settore vitivinicolo e dei prodotti tipici umbri, sito nell’Ex Convento di San Giovanni ad Orvieto, ho degustato alcuni bianchi strepitosi della Doc Orvieto. Grazie alle preziose informazioni di Marina Ciancaglini, responsabile marketing del suddetto ente, le novità non sono state poche.

Orvieto ha una tradizione vitivinicola antica, caratterizzata da suggestive cantine sotterranee, scavate nella roccia vulcanica, ambiente dove le bottiglie affinano nel migliore dei modi. La particolare tipologia dei terreni vulcano-tufacea e argilloso-sedimentaria rende questo terroir unico.

La zone di produzione di Orvieto DOC comprende il territorio prettamente collinare di Orvieto, Allerona, Alviano, Baschi, Castel Viscardo, Ficulle, Guardea, Montecchio, Fabbro, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Porano, in provincia di Terni; Bagnoregio, Castiglione in Teverina, Civitella d’Agliano, Graffignano, Lubriano, in privincia di Viterbo, Lazio.

Come prima degustazione “Terre Vineate” 2012 Orvieto Classico Superiore, un vino dai profumi delicati, fine mineralità, setoso sul palato. I vitigni utilizzati, come da disciplinare, sono Procanico e Grechetto con aggiunta di  Verdello, Drupeggio e Malvasia. “Il Bianco di Decugnano” dell’Azienda Decugnano dei Barbi, sempre nella versione Classico Superiore, annata 2011: giallo-paglierino ammagliante, consistente, buon equilibrio e anche in questo caso un ventaglio olfattivo caratterizzato da una mineralità che svetta sulla componente fruttata-floreale. Interessanti inoltre le due proposte una a base Grechetto, l’altra, a base Ciliegiolo, di Leonardo Bussoletti ed in ultimo il Pinot Grigio dal colore ramato di Lapone.

Le testimonianze di qualità ovviamente non si esauriscono nelle etichette sopracitate; convinto che una ricognizione più esaustiva potrà realizzarsi proprio in quel di Orvieto, visitando il Palazzo del Gusto e la prestigiosa Enoteca Regionale dell’Umbria.

Ultima modifica ilSabato, 15 Febbraio 2014 07:06

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