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Dal Wine in Progress

Dal Wine in Progress Dal Wine in Progress
Un viaggio attraverso le emozioni del 47^ Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana Sommelier.

L’appuntamento con l’editor di Vinoway Davide Gangi è fissato per le 10.30.

Io, in verità, sono già alla Stazione Leopolda, al congresso, immerso nell’ascolto delle parole del primo tesserato A.I.S novantenne che, carico di emozione, ricorda la sua bellissima esperienza nell’Associazione Italiana Sommelier, che precisa di sentirsi ancora più in forma, dopo avere subito un delicato intervento chirurgico. Dopo queste parole cosi piene di vita e positività, la giornata non può che volgere al meglio.

Con Davide si inizia così un percorso di degustazione e reciproco scambio conoscitivo tra i banchi di questa meravigliosa location. Mi sento subito a mio agio in questa quintessenza del made in Italy. Le parole umili e genuine di Elena Fucci, anima dell’azienda omonima in Barile, mi fanno sentire bene: raccontano di italiani coraggiosi che combattono con le armi della creatività e della perseveranza. E poi c’è la passione nel narrare la storia della winery della famiglia, antica e blasonata, come fa Lisa Tommasini dell’Azienda Agricola San Gervasio in provincia di Pisa, realtà che dal 1996 produce secondo i principi dell’agricoltura biologica . Assaggi di ottimi vini, alternati ai racconti emozionanti dei vari produttori, ovviamente a maggioranza toscani.

E pur stando lì, con la mente viaggi: senti storie di appassionati di vino italiano della Cina e del Brasile; e di alcuni provenienti dalla Russia che vogliono solo vino costoso.

E poi mi piace il rigore serioso di quei produttori che, a fatica, tra il rumore generale, sono così meticolosi nel descrivere quel bianco o quel rosso in degustazione.

E poi scopri nuove cose: che ad esempio a Carmignano, parlando appunto con Realmo Cavalieri, il Direttore del Consorzio di Tutela dei Vini di Carmignano, l’uva francesca,( cabernet sauvignon e franc) dà risultati semplicemente straordinari in termini di eleganza e finezza. Il piacere di assaggiare grandi rossi eleganti come il Montevetrano 2009, blended di Cabernet Sauvignon, Merlot ed Aglianico; oppure i superbi Brunello dell’azienda Il Marroneto di Montalcino. Il nostro viaggio continua con Davide, che mi apre nuove conoscenze sulla sua terra natale: la Puglia che, anno dopo anno, è sempre più sinonimo di ricerca della tradizione, innovazione e qualità. E come non citare l’ottimo rosato di Feudi di Guagnano; e le valide etichette delle Cantine Paolo Leo, sapientemente presentate dall’enologo Nicola Leo. Anche la mia piccola regione è ben rappresentata dalla Tintilia di Claudio Cipressi, solo ma ben determinato nel svelare le qualità del vino molisano. 

Lungi dal fare sterile retorica, si dice che l’Italia non sia un paese per giovani. Io invece ne ho visti tantissimi: sommeliers impegnati nel servizio, comunicatori con cariche di responsabilità nei vari consorzi o nel Movimento Turismo del Vino. E poi ci sono i giovani imprenditori che investono, acquistano nuove tecnologie, viaggiano per conoscere e offrire un prodotto sempre più di qualità. Orgoglioso e soddisfatto di un’Italia che mi piace.
Ultima modifica ilSabato, 23 Novembre 2013 09:46

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