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Oscar Ais Bibenda: Grandi conferme dal pianeta Vino

Quest’anno l’Oscar del Vino , con il quale i lettori di Bibenda assegnano il premio ai migliori vini italiani, si è consumato in un sorso.

La manifestazione è stata sobria ed essenziale specchio dei tempi che stiamo vivendo.

Il direttore  di Bibenda Franco M. Ricci ha scelto di fare quadrato attorno alle grandi aziende italiane, riconfermando il valore di quei vini che fanno la storia dell’enologia italiana e continueranno a farla.

Come nella moda i nostri fiori all’occhiello sono stilisti come Armani, Prada, Dolce&Gabbana, la viticoltura ha pregevoli couturier che disegnano, delineano la fisionomia di vini eleganti e raffinati, senza tempo, che non seguono le mode del momento, ma rispondono semplicemente ad un idea che si fa concreta , che si racchiude in una bottiglia.

Nel solco della tradizione , rispettando il territorio, alla continua ricerca di soluzioni innovative sia in vigna che in cantina le aziende nominate si differenziano per qualità e cifra stilistica,  accendendo un faro nel firmamento  nel mondo dell’enologia globale , per il quale siamo riconosciuti e apprezzati ovunque.

Lo Chardonnay Tasca D’Almerita è il miglior vino bianco, regalando note di Sicilia ad un vitigno internazionale.

Tra i migliori vini rossi si aggiudica la vittoria il Sassicaia 2009 tenuta San Guido, unico capace di rivaleggiare con i cugini francesi.

La Puglia con il Five Roses di Leone de Castris mostra il colore rosato più accattivante : fucsia trasparente e brillante, in bocca sembra di assaporare una rosa di maggio.
Ex equo con Francia Corta Gran Cuvée Brut 2007 Bellavista è il  miglior spumante metodo classico il Gran Cuvée XXI Secolo 2007 D’Araprì, da sole uve Bombino Bianco.
Spicca tra i vini dolci Alto Adige Moscato Rosa 2010 di Franz Haas , ma il Passito di Pantelleria Bukkuram 2011 di Marco de Bartoli si amalgama alla perfezione con le friandises preparate dallo chef Gianfranco Vissani, ideatore della cena al centro della manifestazione.
Sono stati premiati anche gli oli del Frantoio Muraglia, il Biologico Monterisi e il Raggiolo denocciolato Felsina.

Grandi conferme quindi anche dal pianeta vino, dove c’è evidente bisogno di certezze consolidate dal tempo, perché il messaggio è che la qualità non si inventa, ma una volta raggiunta si mantiene.


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