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Montepulciano d’Abruzzo e Vino Nobile di Montepulciano: identità diverse e risorse in comune

L’Abruzzo, con il Montepulciano d’Abruzzo, ha accolto a braccia aperte una delegazione della Toscana, portabandiera del Vino Nobile di Montepulciano. Nessuna sfida, come qualcuno ha forse ingenuamente malinteso, bensì una degustazione di 6 vini, a scopo divulgativo delle differenze e particolarità.

L’iniziativa fa seguito all’accordo siglato presso il Ministero delle politiche agricole e forestali (Mipaaf), da Regioni e Consorzi, per tutelare sia l’Abruzzo che la Toscana nel mercato interno e internazionale. Con l’intesa è stato sancito l’uso della menzione Montepulciano d’Abruzzo (vitigno) e Vino Nobile di Montepulciano (denominazione). La degustazione, tanto attesa, è stata voluta da Luca Panunzio, presidente della delegazione Ais  di Pescara e consigliere nazionale Ais,  (nella foto insieme a Marcello Vagini, presidente della delegazione Ais Siena). Alla riuscita dell’iniziativa hanno contribuito con la presenza, il presidente dell’Ais Abruzzo Gaudenzio D’Angelo e i produttori che hanno illustrato le caratteristiche dei propri vini. Per la Toscana, Miriam Caporali (Tenuta Valdipiatta-Vigna d’Alfeo 2008) e Luca De Ferrari (azienda Boscarelli-Nocio dei Boscarelli 2008). Non presente per impegni l’esponente dell’azienda Poliziano, che ha proposto l’Asinone 2007. Per l’Abruzzo, Fausto Albanese (Torre dei Beati-Mazzamurello 2007), Alessandro Nicodemi (Fattoria Bruno Nicodemi-Neromoro 2008 Riserva) ed Enrico Marramiero (Marramiero-Inferi 2008).

L’iter che ha portato alla stesura del protocollo è partito dopo che il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano ha ritirato il ricorso contro la denominazione Montepulciano d’Abruzzo di fronte alla Corte di Giustizia Europea, ricorso basato sulla normativa Ue secondo cui in presenza di due denominazioni simili sopravvive quella il cui nome corrisponde al luogo geografico. Tuttavia, la menzione “Montepulciano” per l’Abruzzo identifica un vitigno autoctono, per il Vino Nobile identifica il territorio stesso. Stabilito che l’uso del termine “Montepulciano” possa essere utilizzato senza recare danno a nessuna delle due denominazioni – e considerato inoltre che il Vino Nobile di Montepulciano è ottenuto da uve Sangiovese - il Ministero ha invitato i due consorzi e le Regioni di appartenenza a creare sinergie di cooperazione e promozione per diffondere la riconoscibilità dei due vini.

Le degustazioni comparative si inseriscono, quindi, all’interno di un’azione mirata di valorizzazione enologica e culturale. Nel concreto, se prendiamo ad esempio due dei vini in degustazioni, ne capiamo immediatamente le particolarità. Per l’Abruzzo “forte e gentile”, come vuole il detto, il Mazzamurello 2007 di Torre dei Beati, frutto di un ambiente pedoclimatico calcareo-argilloso, si presenta con il tipico colore rosso granato fitto e lucido; al naso frutti a bacca nera, caffè, inconfondibili sentori di liquirizia e spezie. Struttura possente ed invidiabile, riscontrabile anche al palato, tannico senza retrogusto ammandorlato e lunga persistenza in bocca. Per la Toscana Boscarelli, con il Nocio dei Boscarelli 2007, proveniente dal cru "Vigneto del Nocio", terreno calcareo-sabbioso. Si presenta con un colore rosso rubino intenso, con riflessi granati, ci sorprende con un profumo costante e di rara eleganza, immediati i sentori di mirtillo e prugna che si evolvono in viola e persistono nel tempo accompagnati da una nota di erbe di campo. In bocca è secco, caldo abbastanza tannico, e nel contempo gentile. Le note caratteristiche di frutta matura e spezie accarezzano il palato. Due degustazioni che ci parlano di territori diversi, di vitigni diversi e di storie diverse, entrambe da raccontare e valorizzare. Fervono già i preparativi per la trasferta della delegazione abruzzese in Toscana, vi aggiorneremo.

Ultima modifica ilGiovedì, 23 Gennaio 2014 13:29

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