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Chiaretto & Bardolino

A marzo come ogni anno inizia la stagione turistica ed in tutte le località che saranno luogo di vacanze fervono le presentazioni e le preparazioni.


Cogliendo l'occasione di questa manifestazione augurale per la prossima estate sul Lago di Garda, il Consorzio Tutela Vino Bardolino in accordo con il Comune di Lazise, ha organizzato il 17e il 18 marzo la quinta edizione della manifestazione di “Anteprima 2012 del Chiaretto & Bardolino”.  Ospiti nella stessa sessione di assaggi e promozioni del territorio anche produttori della “Terra dei Forti”, DOC della Valdadige che, con la provincia di Verona, dividono lo stesso impegno di valorizzazione del territorio. In breve per chi ha deciso di passare una o due giornate piacevoli sulle rive del Lago, passeggiando tra le stradine di Lazise e degustando  i vini  e  i prodotti del territorio è rimasto solo l'imbarazzo della scelta.

Presenti oltre 60 produttori con più di duecento vini della DOC Bardolino  ciascuno con il proprio banco di assaggio e tutti raccolti all'interno del fulcro della manifestazione che si è tenuta nella suggestiva Dogana Veneta, risalente all’epoca della Serenissima, attrezzata ad hoc per l'accoglienza ed assistenza sia agli addetti ai lavori che agli appassionati.

L'evento è stata organizzato in due giornate per  buona parte dedicate a chi è del settore della ristorazione e del turismo con un bel potenziale di scelta di assaggio dei due vini di punta di questa zona che sono ottenuti da uve assolutamente veronesi quali la Corvina, la Rondinella e la Molinara.  Non esiste infatti un vitigno Bardolino e, per crearli, vengono opportunamente miscelati i grappoli di queste uve secondo un disciplinare che porta la data del 1968. L'attuale area vitata è di circa 2800 ettari, l’estensione della DOC è ampia e interessa Bardolino con i comuni, o parte di essi di Garda, Lasize, Affi, Costermano, Cavaion,Torri del Benaco, Caprino, Rivoli, Bussolengo, Sona, Sommacampagna.

In anticipo quindi, rispetto al prossimo Vinitaly, nei bicchieri c'è stata la possibilità di gustare i vini dell'ultima vendemmia 2012.  

Già negli anni passati il trend di questi vini è risultato in crescita ed il successo è motivato dalla gradevolezza e la freschezza che li caratterizza. Il Chiaretto, sia esso fermo che spumante, va incontro alle esigenze di un bere che possiamo definire “ricreativo” perché piacevole anche al di fuori del contesto di un pasto, sposandosi perfettamente anche ai momenti di convivialità e disimpegnati della giornata. Il Bardolino invece con le sue note fruttate e la buona acidità, risulta gradito a chi ama alternare il gusto di vini particolarmente impegnativi con quelli più freschi e “beverini”.

La mia domenica mattina, in questo contesto, è iniziata accomodandomi insieme ad altri degustatori, ad un bel tavolo di assaggio organizzato in una sala attigua al fulcro della manifestazione. Mi sono stati serviti in successione diversi Chiaretto e Bardolino tutti con una bella impronta di colore, freschezza e gradevolezza; spiccava in tutti la tipicità dei profumi data dalla giovinezza dei campioni.

Un bel biglietto da visita ed in definitiva quello che mi aspettavo da vini portabandiera di questi luoghi incantevoli del Garda.

L'assaggio tecnico mi toglieva il gusto di parlare con chi produce il vino, del confronto e dello scambio di idee, cosa che io ritengo irrinunciabile, per cui mi sono spinto direttamente alle postazioni delle aziende situate nel salone della Dogana Veneta, per salutare quelli che conosco e per conoscerne di nuovi emergenti per ascoltare direttamente, dalle loro voci, le impressioni su come è stata la passata vendemmia e, soprattutto, di come percepiscono il risultato del loro lavoro e delle loro fatiche.

Così, tra un susseguirsi di altri assaggi, ascoltavo le loro impressioni di soddisfazione sia per la partecipazione del pubblico che  per i commenti positivi ricevuti dagli addetti ai lavori e dai semplici appassionati che, in tanti, hanno riscoperto la piacevolezza e la semplicità del Bardolino.

Al termine della mia bella mattinata domenicale non potevo non andare a curiosare nella sala dedicata alla “Terra dei Forti”, anch’essa una realtà in crescita nel veronese con i suoi vitigni autoctoni riscoperti da giovani produttori.

Essi hanno accettato la sfida di proporre vini  fortemente caratteriali e vigorosi, come “l’Enantio” e il “Casetta”, rossi davvero interessanti che invito a cercare ed assaggiare, magari al prossimo “Vinitaly 2013”, insieme al Chiaretto ed al Bardolino, a chi non ha potuto in questa due giorni a Lazise godere appieno delle perle della nostra enologia nazionale.

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