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A.M.A. Vino e Territorio Luca Gardini Star

L’Abruzzo migliore. Quello che sa farsi riconoscere per la capacità di valorizzare e promuovere le proprie potenzialità, questo si è visto ad A.m.a., Anteprima Montepulciano d’Abruzzo.

L’acronimo è un invito che, partendo dal vino, allarga la visuale su altri ambiti: artigianato, turismo, economia e cultura. Il 2 e 3 marzo  scorsi nel padiglione espositivo della Cciaa di Chieti, si sono dati appuntamento 60 cantine, 50 giornalisti stranieri e italiani - tra cui Raoul Salamà per il quotidiano Le Mond, Andrea Grignaffini per La7 e Luciano Ferraro, Corriere della Sera – 13 buyers internazionali, 140 fotografi partecipanti al contest “Paesaggi d’Abruzzo” (associato all’evento) e 2000 visitatori. Ama è  stato promosso dal Centro Regionale per il Commercio Interno delle Cciaa d’Abruzzo, con la collaborazione della Ccciaa di Chieti e il supporto tecnico-logistico dell’Associazione Italiana Sommelier Abruzzo, guidata da Gaudenzio D’Angelo. Per l’occasione sono stati schierati i migliori sommelier provenienti dalle varie delegazioni dell’Abruzzo. Testimonial dell’evento Adua Villa, ambasciatrice del Montepulciano d’Abruzzo, e il fuoriclasse Luca Gardini, sommelier campione del mondo 2010, chiamato a guidare le degustazioni “50 anni di Montepulciano d’Abruzzo” e "Non solo Montepulciano” .

Nella giornata inaugurale di Ama si è dibattuto su “Il Ruolo del Montepulciano d’Abruzzo nella viticoltura italiana ed internazionale” e sono emersi pareri interessanti. Ireneo Tucci, importatore tedesco della Geisel, ha invitato ad abbandonare la mentalità della vendita del Montepulciano d’Abruzzo sfuso. Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio di Tutela Colline Teramane DOCG, ha portato il punto di vista dei produttori, che scontano in qualche modo un mancato riconoscimento d'identità tra Montepulciano d'Abruzzo e la regione stessa. Una problematica forse legata alla denominazione stessa, che abbraccia l'intero territorio abruzzese, con una inevitabile massificazione del prodotto. Con l'introduzione della DOCG, e grazie alle nuove generazioni di produttori, si registrra una controtendenza, puntando sulla valorizzazione del Montepulciano d'Abruzzo, attraverso le peculiarità delle diverse aree vinicole della regione. L'apprezzato enologo Riccardo Brighigna ha sottolineato la necessità di consolidare il rapporto  vitigno-territorio, ricordando quanto sia esigente il mercato estero in termini di qualità del prodotto. Da Nicola Dragani, presidente dell’Assoenologi è arrivata un’esortazione a guardare avanti fiduciosi. Ha fatto un accenno alla necessità di avviare una semplificazione burocratica Remo De Luca, rappresentante delle organizzazioni agricole della regione Abruzzo. Luciano Ferraro, Corriere della Sera, ha puntualizzato che il Montepulciano d'Abruzzo vanta un grande patrimonio storico e culturale  ed in virtù di ciò deve saper evocare una “suggestione culturale” al consumatore finale.   

Ad Ama le suggestioni non sono mancate. Sono arrivate dagli scatti fotografici del concorso, dai preziosi argenti legati al mondo del vino, esposti da Rossi Gioielli, e dalle degustazione guidate da Gardini. Con la schiettezza che lo contraddistingue e con il  talento indiscusso, ha saputo esaltare le principali caratteristiche dei vini in degustazione. Rendendo speciale, prima  la verticale “50 anni di Montepulciano d’Abruzzo” - Valentini 1968; Emidio Pepe1977; Don Bosco 1982, Bosco Nestore; Villa Gemma 1995, Masciarelli; Neromoro Riserva 2008, Nicodemi e Cagiolo 2012, Cantina Tollo – poi "Non solo Montepulciano” con Pecorino di Torre dei Beati, Passerina di Lepore,  Cerasuolo di Tenuta Ulisse e Valle Reale, Montepulciano & Cabernet “Ciferette” di Chiusa Grande e Moscatello di Castiglione di Cantina Angelucci.

In ogni evento di questo tipo c’è sempre una bella scoperta per chi va in giro a degustare e curiosare tra gli stand, nel caso di Ama la grande rivelazione si chiama “Cantina Wilma”, ubicata in provincia di Chieti. Producono il vino di una volta, con lieviti indigeni. Piccola realtà  a conduzione famigliare, appena due ettari di vigna e circa 11.000 bottiglie prodotte. Spazio solo per due vitigni autoctoni, vinificati in purezza: Montepulciano d’Abruzzo e Pecorino. Da quest’ultimo fanno anche una fantastica gelatina, da abbinare a formaggi, ricotte e lessi di carne. Piacevole il Montepulciano d’Abruzzo 2010, nonostante il giovane stato evolutivo, invitante il Cerasuolo dal colore vivace e spettacolare il Pecorino. Annata 2012 più rustica e verace, mentre il 2010 ci sorprende con un vino decisamente equilibrato, molto elegante al naso, coerente in  bocca, fresco e persistente.

Ultima modifica ilLunedì, 11 Marzo 2013 20:27

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