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Per...corso Puglia, il Negroamaro

Presso l’Hilton Garden Inn si è tenuta la settima tappa di “Per…corso Puglia”, ambizioso progetto culturale dell’AIS Bari, che da due anni ci fa esplorare i vitigni autoctoni della nostra Regione coniugando informazione scientifica e curiosità legate alla tradizione.


Si tratta di una conoscenza approfondita delle origini dei vitigni, della loro storia e delle tradizioni contadine che li hanno portati a noi, accompagnata dalla descrizione delle tecniche di vinificazione, dei vini che si hanno in degustazione, ampliata dagli interventi diretti dei produttori, dedicando attenzione anche agli abbinamenti con le preparazioni gastronomiche pugliesi.

Protagonista di questa tappa è stato  il principe  Negroamaro, un vitigno a bacca nera coltivato quasi esclusivamente in Puglia, in modo particolare nel Salento.
“Niru”, “niger”, “marvos”, l'etimologia del suo nome trova origine in queste antiche parole, che evocano il colore degli acini delle sue uve e i forti timbri amarognoli dei vini che ne derivano.

Il sommelier Francesco Campione  (relatore AIS) dopo il seminario  ha dato l’opportunità di intervenire  ai produttori che con i loro vini hanno contribuito alla riuscita della serata, Paolo Benegiamo di “L’Astore”, Antonio Bello di “Taurino”, Nicola Leo di “Paolo Leo” e Gianfranco Fino dell’omonima Azienda.

L’evento ha registrato un notevole successo in termini di partecipazione, ad ulteriore conferma dell’interesse verso la formula che caratterizza “Per…corso Puglia”: tra  gli ospiti c’erano non solo sommelier appassionati ma  anche  importanti produttori che avevano partecipato ad altre tappe da protagonisti.

Tra i partecipanti, Davide Gangi, che con la sua competenza si occupa della descrizione dei vini ed ora esprime le sue valutazioni volendo  puntualizzare che non ci sarà una classifica di preferenza ma soltanto un “amichevole” confronto tra i vini degustati in questa occasione.

Rosa Rose di Paolo Leo spumante metodo Martinotti rosato.
Sicuramente la Puglia non è la regione che per tradizione e per produzione si distingue tra quelle  vocate alla spumantistica, ma è ammirevole come ormai più cantine si stanno cimentando con diversi metodi di spumantizzazione e puntano a  far conoscere una nuova, se pur ancor giovane, interessante espressione.
Il vino si presenta con un discreto perlage, rilascia un intreccio di profumi di rosa fresca, di melagrano, pan briosce. In bocca è fresco, dalla carbonica vivace, dona una piccola nota ammandorlata e sapida, buona la struttura.

Rosato Scaloti 2011  Taurino
Al naso si avvertono note floreali e minerali, sentori che ricordano la fragola,  boccioli di rosa e note salmastre, elegante nel complesso. In bocca regala sapidità, freschezza e  buona beva.

Massaro Rosa 2011 L’Astore masseria
Ricordi speziati e richiami di mineralità iodata con un’idea di rosmarino si avvertono all’olfatto. In bocca gradevole la nota appena vegetale e sapida, regala un finale con una buona  persistenza aromatica.

Alberelli 2008 l’Astore masseria
Naso intenso che evoca sensazioni fruttate di sottobosco, prugna, erbe aromatiche e soffi balsamici. Al palato i  tannini ancora non domi sono piacevoli, buona la spalla di acidità, chiude con un finale fruttato e freschezza balsamica.

Jo 2011 Gianfranco Fino
Naso complesso, ottima e pulita le note che ricordano ribes, frutta matura, spezie, liquirizia, cacao ed  eucalipto che apre alla freschezza. In bocca è suadente, ricco e appagante. Un nuovo “stile” di negroamaro, “amaroneggiante” direi, con tannini levigati che si combinano bene con la componente minerale. Eccellente la struttura, ottima al persistenza.


Orfeo 2010 Paolo Leo
Azienda giovane ma già promettente. Il negroamaro si presenta al naso abbastanza complesso e pulito, effonde note balsamiche, speziate, rabarbaro e sensazioni di frutti di bosco.
In bocca i tannini sono ancora evidenti ma sorretti da una buona acidità facendone un’ ottima beva con un finale abbastanza persistente che sfuma al balsamico.

Notarpanaro 2006  Taurino
Naso profondo effonde odori di humus, spezie dolci, china. Bella la trama della freschezza con toni pseudo alcolici ancora evidenti. Ottima la beva.

Patriglione 2006 Taurino
Note di tabacco, sentori di mirto, cacao,  erbe aromatiche, cenni mentolati con crescenti sentori terziari. In bocca è morbido ed elegante con trama calda e tannini addomesticati da un’ ottima spalla glicerica che rendono molto piacevole la beva lasciando un finale con una sensazione sapida e minerale.

Ultima modifica ilLunedì, 11 Marzo 2013 08:14

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