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AIS Puglia e Movimento Turismo Vino Puglia ricordano Franco Pastore

La sede è quella del Movimento Turismo Vino Puglia.
Una settantina le persone che hanno partecipato alla serata di beneficienza con raccolta fondi per l’AMO (Associazione Malati Oncologici) organizzata come omaggio a Franco Pastore.


Le figlie: Paola, Pasqua ed Emanuella con i rispettivi compagni.

I nipoti: Cristoforo (consulente in numerose aziende vitivinicole del nord della Puglia e del Molise) e Pasquale (enologo in diverse cantine e Direttore Tecnico a Casaltrinità, Trinitapoli – provincia di Foggia).

Nel corso della serata anche Vito Sante Cecere (Presidente AIS Puglia) e Vittoria Cisonno (direttore Movimento Turismo Vino Puglia), si sono alternati nel racconto dei fantastici viaggi di-vini che Franco Pastore regalava a chi lo ascoltava nelle sue innumerevoli lezioni (di vita).

“Docente-Enologo di straordinaria esperienza, oltre che amico di lunga data, ci ha condotto attraverso tanti percorsi che vanno dall’esame organolettico alle tecniche di degustazione, dall’abbinamento cibo-vino ai cenni sull’enografia regionale ed internazionale. Valorizzava molto le proprie radici.” – Vittoria Cisonno.

“Ricordo le diverse lezioni AIS che ho seguito con lui come docente, utilizzava sempre un linguaggio sintetico, essenziale, introvabile nei testi sacri; traduceva le complesse nozioni tecniche in percezioni semplificate, ma non semplicistiche, dettate dall’esperienza quotidiana, frutto di tanti viaggi. Gli piaceva raccontare il vino attraverso gli innumerevoli disegni che lasciava ovunque.” – Davide Gangi, Editor Vinoway.

“Quante volte mi ha chiesto un passaggio al ritorno dal Vinitaly. Quante volte mi chiedeva di fermarmi in posti assurdi per molti, per poter ammirare i paesaggi, e spiegarne la storia, come per esempio sul ponte che attraversa il fiume Mincio (quindi anche pericoloso). E diceva sempre che .” – Antonio Gargano, Presidente Casaltrinità, Presidente Consorzio di Tutela e Valorizzazione DOC Tavoliere.

“Eravamo insieme a Conegliano Veneto, alla Scuola di Enologia, lui un anno prima di me. Quando mio padre fondò la cantina nel 1950, spinto dal desiderio di valorizzare l’enorme potenziale vitivinicolo della zona Castel del Monte, Franco fu il primo tecnico che ci ha seguito i vigneti per produrre vini di qualità. Successivamente, quando decidemmo di rinnovare la cantina e di ampliarla, Franco si occupò dell’intera progettazione, puntando verso un’innovazione ardita: introdurre nei propri vigneti varietà nobili e a bacca bianca provenienti da altre regioni, quali il Sauvignon e lo Chardonnay.” – Carlo de Corato, Proprietario Cantine Rivera.

“  Innovativo e conservatore: Fu il primo a sfidare i tempi con la vinificazione in bianco del Nero di Troia; originale la sua frase “vagonate” di carbone per indicare un quantitativo piuttosto elevato utilizzato per la chiarifica “.– Leonardo Palumbo, Presidente Assoenologi Puglia-Basilicata-Calabria, Direttore Tecnico Cantine Rivera.

Durante i viaggi amava contemplare la natura. Spesso non lo si capiva e lui replicava: “Bravo, ma tanto ignorante!!”.

Al ristorante, quando esigeva un bianco, chiedeva sempre le annate più vecchie, diceva sempre che solo dopo diversi anni (in dipendenza delle diverse tipologie di riferimento, ovvio) si può ottenere il meglio dai vitigni.

Adorava lasciare i suoi consigli, descrivere il vino attraverso i suoi disegni.

Questo è solo una piccola “degustazione” dei ricordi cha ha lasciato Franco ad amici e parenti.

Con affetto  e competenza hanno guidato la degustazione dei vini delle cantine  di sua “direttiva” i nipoti enologi  Pasquale e Cristoforo Pastore,  citandone l’ interpretazione  e le caratteristiche.

A non resta che ricordarlo con un…
Ciao Franco…

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