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A spasso tra “Gusto”, eccellenza e tradizione

So che il viaggio tra i sapori e le tradizioni della cultura enogastronomica italiana è appena cominciato, ma dobbiamo fare una piccola deviazione per parlare di un’occasione davvero speciale.

Si è appena svolto a Torino Il Salone Internazionale del Gusto e mi piacerebbe descrivervi l’evento raccontandovi le mie due giornate torinesi in modo tale da far vivere anche a voi quell’atmosfera assolutamente unica che un evento come questo è capace di creare.

Per chi non conoscesse ancora questa manifestazione, Il Salone Del Gusto è un evento che si svolge ogni due anni, dal 1996, al Lingotto di Torino, organizzato da Slow Food e meta obbligata per i numerosissimi gourmet ed appassionati di tutto il mondo.

Partiamo subito dalla grande novità di quest’anno, a differenza delle precedenti edizioni, infatti, l’area del salone dedicata a Terra Madre è stata aperta al pubblico e questo, secondo me, ha reso davvero completo l’evento. In una sola città, in un unico momento si trovavano riuniti i migliori prodotti della tradizione enogastronomica mondiale. I colorati costumi tradizionali delle terre più lontane, il “vocicchiare” di lingue diverse, i profumi ed i sapori esotici mescolati a quelli dei più freddi paesi del nord, creavano un’atmosfera curiosa e singolare.

E’ stato incredibile passare dall’assaggio dei più famosi formaggi svizzeri e francesi a quelli assolutamente inaspettati della Namibia, non sono mancate le ostriche selvatiche olandesi, gli squisiti prosciutti spagnoli, piacevole scoperta sono stati, poi, i salumi e formaggi dell’Europa dell’Est, il miele etiope, il tutto accompagnato dai freschi vini spagnoli e le più rinomate birre inglesi.

E’ stato divertente assaggiare prodotti che fino ad ora non avevano mai incontrato il mio palato, dal particolarissimo olio di Palma a profumate varietà di tè cinese.

Uscito da Terra Madre sono stato attratto dai profumi inconfondibili delle cucine di strada, altra particolarità degli eventi di Slow Food. Non dimentichiamo che le più importanti tradizioni provengono dal basso, li ci sono le radici più profonde della nostra cultura e non parliamo soltanto di quella enogastronomica. Dalla farinata ligure, il caciucco livornese, il panino con la milza siciliano alla pizza napoletana ed alla deliziosa, seppur poco conosciuta, bombetta di Alberobello. A spasso per le strade italiane in pochi metri quadrati.

Dopo una rilassante tappa all’enoteca, allestita per l’occasione, mi sono avventurato, con estremo piacere, tra i numerosissimi stand della mostra mercato dedicata ai migliori prodotti italiani.

Caratteristica comune a tutti i produttori che hanno partecipato è stata decisamente l’elevata qualità.

Non posso, però, non accennare a quelli che, tra i miei numerosi assaggi, hanno davvero deliziato il mio palato come Il prosciutto San Daniele, il Tarese del Valdarno, la mortadella di Prato, quella tradizionale di Bologna, la “Testa in Cassetta” aromatizzata con mele e cannella di Sassello (SV), la pizza di Gabriele Bonci, la salsiccia di Bra, i cannoli siciliani, le piccanti conserve calabresi, i formaggi del Triveneto e molti altri che, chissà, potranno diventare i protagonisti dei prossimi articoli. Una piacevolissima sorpresa è stata poi l’Osteria dello stand della regione Liguria dove ho assaggiato i più rappresentativi piatti tradizionali cucinati veramente a regola d’arte.

Vorrei raccontarvi ancora molto delle mie giornate torinesi , ma spero, con queste poche parole, di avervi fatto venire la voglia di andare personalmente alla prossima edizione del Salone del Gusto, che si terrà tra due anni, perché questo è il solo modo per vivere a pieno un’esperienza che non si può capire e “gustare” soltanto leggendola.

Per chiudere voglio ringraziare e fare i miei migliori complimenti a Slow Food per l’ottima organizzazione e gestione dell’evento, vista la straordinaria affluenza di visitatori, e per lo straordinario lavoro di tutela delle piccole realtà produttive dell’enogastronomia mondiale.

E come sempre…BUON APPETITO!

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