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Cibus 2012: il Food and Beverage italiano non teme confronti all'estero

L'edizione 2012 del Cibus - salone internazionale dell'alimentazione - ha confermato, numeri alla mano, l'agroalimentare come bandiera italiana nel mondo: 12.000 buyers ed operatori commerciali esteri e 63.000 visitatori durante  la 4 giorni dedicata al food and beverage.

Come sempre i grandi eventi di questo tipo si presentano quali indicatori di consumo e di tendenze economiche in generale: l'agroalimentare continua a rappresentare il settore trainante per l'economia nazionale anche se le dinamiche negli ultimi anni sono cambiate notevolmente.

Le tendenze del settore riscontrate riportano che i prodotti agroalimentari Made in Italy maggiormente esportati sono  vini e spumanti, formaggi e latticini, pasta e prodotti da forno, olio d'oliva, prodotti ortofrutticoli freschi, frutta secca.

Per quanto riguarda il settore vitivinicolo in particolare, il mercato interno mostra continui segnali di debolezza mentre segnali ottimistici arrivano dai mercati esteri. Il 2011, infatti, è stato l'anno delle esportazioni record per l'Italian Wine, sia in valore che in volume: buone le performance dei vini DOP e IGP fermi, ottime quelle di spumanti e vini frizzanti ma il dato da evidenziare è il maggior peso assunto negli ultimi tempi dai vini sfusi nel paniere delle esportazioni ed il trend sembra essere lo stesso anche per i primi tre mesi del 2012. I principali paesi importatori di vino italiano si confermano gli Usa, Canada, Paesi scandinavi, Regno Unito, Cina e Giappone.

Altri feedback rilevati riguardano gli elementi caratterizzanti lo scenario del settore in Italia.

Adottare un atteggiamento di apertura ai mercati esteri può essere una grande opportunità. L'internazionalizzazione è uno dei driver decisivi per le aziende agroalimentari italiane e sempre più lo sarà in futuro e la strategia di marketing e comunicazione internazionale  posta in essere gioca un ruolo importante  per aumentare la competitività dell'azienda.

Ciò anche e soprattutto per il food and beverage Made in Italy, la cui forza va ricercata proprio nel valore aggiunto e negli elementi di differenziazione di questi prodotti:  processi di lavorazione tradizionali, caratteristiche uniche legate alla tipicità dell'ambiente ed al legame con il territorio, denominazioni d'origine.

D'altro canto, se non comunicate bene queste caratteristiche da pregi possono facilmente trasformarsi in difetti all'estero. La  minaccia consiste nel fatto che non sempre il consumatore estero è in grado di comprendere l'eccellenza dei nostri prodotti a causa di differenze storico-culturali profondamente radicate: risulta indispensabile diffondere e creare "cultura" di quel prodotto nel mercato di riferimento con eventi di valorizzazione e promozione del Made in Italy ed educare il consumatore straniero a gusti e aromi differenti da quelli internazionali.

La principale debolezza delle aziende resta, chiaramente, la scarsità di risorse economiche data la prolungata crisi economico-finanziaria degli ultimi anni.

Le azioni di marketing preferite dalle aziende  per affacciarsi sui mercati esteri risultano essere molteplici. Oltre alla partecipazione a fiere di settore, uno dei principali strumenti per avviare un processo di promozione della cultura del nostro prodotto all'estero, altre azioni se ben organizzate e gestite rappresentano un passaggio utile per raggiungere i mercati esteri, con investimenti di tempo e denaro contenuti.

Si pensi ad esempio all'importanza di azioni di incoming in azienda, attraverso cui "far entrare" direttamente in casa nostra gli operatori esteri, favorendo la conoscenza della storia, della cultura e delle tradizioni legate al nostro prodotto e alla nostra azienda e fornendo un'esperienza unica.

Oppure alle missioni promozionali all'estero e agli incontri BtoB con importatori, distributori e buyer, attraverso le quali l'azienda ha la possibilità di presentarsi ad un pubblico specializzato favorendo il ricordo del brand grazie all'esperienza di un vero e proprio evento emozionale ed diretto.


Anche la tradizionale degustazione guidata del prodotto, inserita in un più ampio evento promozionale, può dare i benefici sperati grazie alla comunicazione interpersonale del produttore stesso e alla possibilità di evidenziare le caratteristiche peculiari del prodotto.

Il mercato estero può fornire ampie opportunità alle PMI italiane ma è necessario adottare un comportamento  "marketing oriented" , occorre cioè operare in funzione delle esigenze di mercato estere; molto spesso, infatti,  azioni causali e non pianificate comportano un alto tasso di rischio e non premiano l’azienda.

Ultima modifica ilMercoledì, 16 Maggio 2012 06:09
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