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Vinitaly 2012: altri racconti di Cantine

Team di vinoway Enzo Pietrantonio - Davide Gangi - Daniele Sala Team di vinoway
Continuiamo il racconto del Team di Vinoway citando altre aziende incontrate nel nostro lungo tour al  Vinitaly 2012.
Parliamo della cantina Veneranda Vite (Montemarciano – Ancona), gestita dal Giovanni Barbieri assieme alla moglie Valentina, una piccolissima realtà di circa 5 ettari e con una produzione media annua di 10.000 bottiglie. Persone di grande semplicità umana, accoglienti e solari, con le quali ci si trova subito a proprio agio. I vitigni coltivati sono quelli principalmente legati alla zona delle Marche dove si trova la cantina: Lacrima di Morro e Montepulciano, con anche alcuni filari di Sangiovese, Merlot e Cabernet. Come ribadisce più volte Giovanni Barbieri, l'unica strada che deve percorre un'azienda così piccola è quella di legarsi intimamente con le peculiarità del territorio, producendo Vini non omologati, sfruttando le tipicità delle uve più vocate della zona.

Le etichette sono quattro, tutte relative a rossi, da segnalare in particolar modo l'Igt Marche “Klekso”, ottenuto principalmente da Montepulciano e Lacrima, affinato solo in acciaio e dotato di una grande rotondità gustativa, un vino pronto, con accattivanti sentori di frutta molto matura affiancati ad una dolce speziatura.

A lungo si è poi parlato delle grandi difficoltà che oggi vivono piccole aziende come Veneranda Vite, per questo Vinoway non smetterà mai di denunciare l'eccessivo carico “burocratico” che mette una pericolosa zavorra sull'esistenza di tali piccole preziose realtà produttive. Speriamo che il grido di aiuto di tutte queste persone venga presto ascoltato, affinché si attui quella tanto acclamata semplificazione in grado di ridurre costi e tempo perso, entrambi invece da dedicare proficuamente alla crescita della cantina.

Parliamo ora dell'azienda lombarda Perla del Garda (Lonato del Garda – Brescia), gestita da Ettore e Giovanna Prandini che nel giro di pochi anni sono riusciti a diventare un punto di riferimento nella produzione del Lugana. Nel 2006 decisero di iniziare a vinificare le uve che precedentemente conferivano ad altre aziende e con grande passione, investimenti, consapevolezza, hanno puntato in modo deciso alla Qualità, senza mezze misure, valorizzando al meglio le potenzialità dei propri vigneti cresciuti su un terreno ricco di mineralità. Alto il livello medio dei Vini, da segnalare è il Lugana Doc “Madre Perla”, ottenuto da Trebbiano di Lugana in purezza, resa di 90 quintali/ettaro, affinamento prolungato sui lieviti in acciaio, caratterizzato da una bella intensità aromatica, di buona struttura, immancabile componente sapida ed ottima bevibilità, senza dubbio una delle espressioni più tipiche ed interessanti di questa zona a ridosso del Lago di Garda. Da segnalare anche il nuovo Metodo Classico “Settimo Cielo
”, nato da un uvaggio 50% Trebbiano di Lugana e 50% Chardonnay, a conferma delle potenzialità spumantistiche che diversi produttori di questa zona stanno sviluppando.

Approdiamo ora nella regione Sicilia, in particolare all'azienda Passopisciaro (Castiglione di Sicilia – Catania), posta sul versante Nord dell'Etna a circa mille metri di altitudine, dove si vinifica con uve provenienti da vecchie vigne della zona. Viene effettuata una viticoltura d'alta quota che consente di ridurre drasticamente le rese, senza correre il rischio di sovramaturazioni ed eccessivi livelli alcolici. In evidenza l'Igt Sicilia “Sciaranuova”, Nerello Mascalese in purezza proveniente da vigneti di circa 80 anni, affinamento di 18 mesi in botti grandi di rovere, di notevole spessore aromatico e molto espressivo dal punto di vista della tipicità territoriale.

Continuiamo il percorso in Sicilia parlando della cantina Valle dell'Acate (Acate – Ragusa) guidata da Gaetana Jacono, rappresentante della sesta generazione di vitivinicoltori, fortemente intenzionata nella valorizzazione del suo territorio attuando approcci ecosostenibili. L'azienda punta in modo deciso all'enfatizzazione di Frappato e Nero d'Avola, vitigni per eccellenza di quella zona, ma con un occhio di riguardo anche per il Syrah che è in grado di regalare soddisfazioni. Il Vino che più ha colpito è il Cerasuolo di Vittoria Classico Docg, ottenuto da un uvaggio 70% Nero d'Avola e 30% Frappato, affinamento misto acciaio/tonneaux per 12 mesi, intrigante per i suoi sentori fruttati e speziati, con una elegante morbidezza gustativa, di ottimo equilibrio.

Restiamo sempre in questa regione parlando dell'azienda Donna di Coppe (Gibellina – Trapani), i cui vitigni crescono nella soleggiata Valle del Belice, una cantina che produce sia Vini derivanti da uve autoctone, sia in blend con vitigni internazionali. Citiamo l'Igt Sicilia Nero d'Avola “Picciotto”, affinamento in acciaio, che presenta una bella connotazione di tipicità del territorio, con piacevoli ed intensi sentori decisamente fruttati.

Terminiamo parlando del vitigno Tintilia, con riferimento ad un'azienda che è in grado di interpretarlo nelle sue più classiche peculiarità, ci riferiamo alla Cantina Cipressi (San Felice del Molise – Campobasso), una realtà divenuta simbolo per i suoi Vini prodotti con questa uva, ricchi di un'affascinante espressione aromatica decisamente tipica. Fiore all'occhiello è il Molise Doc Tintilia “Macchiarossa”, resa di 60 quintali per ettaro, vinificazione in solo acciaio, il tutto volto ad enfatizzare le caratteristiche di questo vitigno che ha trovato nel Molise un territorio ad esso fortemente adatto. Particolare e curioso anche il loro Passito derivante dalla Tintilia, ricco di estrazione, morbido e sempre carico della sua “firma” aromatica.

Il racconto del Team di Vinoway al Vinitaly 2012 non finisce qui, arrivederci alla prossima puntata.


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Ultima modifica ilVenerdì, 13 Aprile 2012 16:42

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